Campagna “IO.EQUO – Coltiviamo un’altra economia”

ImageTracciabilità, trasparenza, filiera corta, sostenibilità sociale, biodiversità, prezzo equo e rispetto dei diritti umani: questi sono da sempre i grandi principi fondanti del commercio equo e solidale. Progetti, prodotti, messaggi e mobilitazioni ruotano costantemente attorno a questi elementi -valorizzandone di volta in volta alcuni piuttosto che altri- in quanto cardini ai quali è ancorata quell’economia reale fatta di persone e beni che fin dalle nostre origini costruiamo e contrapponiamo a quella economia finanziaria determinata da speculazioni e meccanismi virtuali volti a proteggere gli interessi di pochi piuttosto che le concrete necessità di molti.

In un momento in cui sono sempre più evidenti a tutti la spaccatura tra questi due modi di fare e intendere l’economia e le ripercussioni che il pericoloso gioco finanziario internazionale ha sulle nostre abitudini di consumo, la nuova campagna Altromercato intende ricordare quanto il commercio equo denuncia fin dalle sue origini e le soluzioni concrete che propone.

L’obiettivo principale della mobilitazione è di mostrare come il fair trade operi concretamente a sostegno di una economia reale rispettosa delle persone, attraverso prezzi trasparenti, rapporti diretti con chi produce e un’agricoltura sostenibile, nel Nord come nel Sud del mondo. Il Commercio Equo e Solidale è la dimostrazione di come sia effettivamente possibile creare un modello di sviluppo socio-economico differente da quello dominante – che oggi è in crisi – partendo dal rispetto per le persone e per l’ambiente.

Per rilanciare il nostro modello di sviluppo. Questa crisi generalizzata e questa sfiducia ormai diffusa nei confronti del sistema economico dominante -che trascura il benessere collettivo e riduce la nostra libertà di scelta- ci fornisce l’occasione per riportare all’attenzione di soci, consumatori responsabili, clienti abituali ma anche di nuovi cittadini in cerca di un’altra economia, il modello che proponiamo da anni: un’altra economia appunto -la nostra economia- intesa come produzione e scambio di beni, fatta dalle persone per le persone, giusta e sostenibile per tutti e non assoggettata ai meccanismi di speculazione finanziaria che producono solo danni globali e locali pericolosi per noi e per le future generazioni.

Vogliamo cogliere questa occasione per rafforzare la visibilità del commercio equo e solidale: un modello economico reale e giusto, che esiste e funziona. Vogliamo mostrare come diffonderlo ulteriormente può voler dire migliorare le condizioni di vita di un numero sempre maggiore di persone, tanto al Nord quanto al Sud del mondo.

ImageEvidenziando la differenza tra l’economia mondiale e un’altra economia. Per raggiungere l’obiettivo della campagna è fondamentale partire illustrando i meccanismi dell’economia mondiale, soprattutto in relazione al settore dell’agricoltura: se già i cambiamenti climatici hanno portato a cali significativi nelle produzioni, gli scambi sui mercati delle materie prime hanno causato oscillazioni di prezzi di beni di prima necessità (come ad esempio i cereali) riducendo i contadini stessi alla fame. Fintanto che i prezzi verranno contrattati in borsa, il futuro di milioni di persone nel Sud del Mondo sarà in balia di speculatori finanziari che nulla hanno a che fare con la coltivazione di grano, riso e altri cereali alla base dell’alimentazione di miliardi di persone nel Pianeta.

Se fin dalla sua origini il commercio equo vuole risolvere alcune distorsioni tipiche del mercato tradizionale, ancora più evidente risulta oggi la validità di alcuni strumenti specifici di cui ci si è dotato: l’accesso al mercato senza intermediari (filiera corta), il pagamento di un prezzo equo e trasparente, la garanzia di rapporti diretti e continuativi, la possibilità di un prefinanziamento al momento dell’ordine. Questi strumenti sono la forza della nostra economia reale: hanno consentito ai contadini che operano nel circuito del fair trade di “seminare” un’agricoltura sana e al riparo da logiche finanziarie e speculative, mentre la maggior parte dei produttori continua a non avere nessun controllo sui prezzi e a rimanere in balia dei meccanismi virtuali del mercato tradizionale. Per questo motivo dobbiamo puntare sulla comunicazione del nostro prezzo, un prezzo reale fatto di lavoro, materie prime, trasformazione e trasporto, che rispetta criteri di equità e trasparenza e si contrappone ai prezzi gonfiati dalle speculazioni finanziarie e di cui non si conosce la composizione e la distribuzione tra i diversi soggetti della catena produttiva. 

E proponendo alternative e azioni concrete ai cittadini. Oltre a comunicare i principi e le buone pratiche del fair trade, la nuova campagna vuole essere uno stimolo alla mobilitazione dei cittadini, che potranno realizzare alcune azioni concrete e sentirsi parte integrante del nostro movimento e della sua promozione.

Il Festival del Mediterraneo parte proprio da questi presupposti.

Vi ricordiamo quindi il primo appuntamento:

Sabato 12 Maggio dalle 19,30 a tarda notte presso il Centrale Ristotheatre, via Celsa 6

Cena Bio&Equa

Spettacoli di danza del ventre, flamenco, sirtaki

Concerto di Eugenio Bennato

DjSet

 

Info: http://www.commercioequo.orgpangea.comunicazione@commercioequo.org – 0644290815

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